Sto seguendo un reportage televisivo, durante il quale si parla dei soccorsi portati dagli elicotteri in alcune località montane dell'Abruzzo rimaste isolate per l'imperversare di forti nevicate. Vengono fatti, dal telecronista, alcuni nomi delle zone sorvolate: Villa Celiera, Comune del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga. Mi affiorano nella mente ciò che nemeno il brutale lavaggio del tempo, può cancellare.
Sono trascorsi ormai cinquantacinque anni. Rivivo un ricordo di fine maggio del 1944. Facevo parte del Battaglione Alpini "Piemonte" del Corpo Italiano di Liberazione.
Dopo i combattimenti a Colle Altare - quote 1991, 1852 e 1702 - vi fu un'accanita resistenza tedesca negli scontri a Monte Irto e Petroso. Cruenti furono gli attacchi a Madonna del Canneto. Dalle Mainarde che si snodano a confine del Lazio, Abruzzo e Molise, tutto il C.I.L. si spostò sul fronte adriatico, a Castelnuovo e Lanciano ... Gli Alpini avevano il compito di puntare verso le zone montuose sulla direttrice Pescara-L'Aquila.
Io ero al comando di una pattuglia esploratori, avanguardia dell'avanzata. Un cuneo dentro lo schieramento tedesco, una trentina di chilometri dal grosso delle forze. Dovevo comunicare la situazione, via radio, in codice. A protezione della ritirata, i Tedeschi avevano minato strade, case, un pò di tutto. C'erano nidi di mitragliatrici pesanti e postazioni di mortai. Abbarbicato su un cocuzzolo, osservavo con il binocolo un grosso paese, posto sopra dei canaloni rocciosi. Una sola stradicciola che si inerpicava tortuosamente. La posizione era dominante su tutta la vallata. Decisi di raggiungerlo; giunto alle prime case le finestre cominciarono a socchiudersi. Qualcuno esclamò : "Sono Alleati, Inglesi, Americani!". Feci calzare il cappello alpino. Ricevemmo allora un'accoglienza incredibile da parte delle donne, dei ragazzi, dagli uomini anziani. Due ragazzine mi portarono dei fiori. Le campane suonarono a stormo. Ci abbracciammo e ci portarono da bere e da mangiare.
Vollero farci rimanere con loro.
Abruzzesi, forti, generosi, affettuosi. Mi dissero: " Lu popolo ti vo' bbene, e tu c'ai d'arimanè ! ".
Scrivo al Sindaco di Villa Celiera, Piergiorgio Di Lorenzo, dicendogli che avrei voluto rivedere il suo Comune, e così mi invita in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile ( 1999) a nome della cittadinanza e degli Alpini. Vengo accolto in modo entusiasmante da Autorità, cittadinanza,Alpini; lì lo sono quasi tutti. Banda in testa, cortei, e tanto di cerimonia in municipio, con scambio di doni e discorsi. Ha luogo poi una cerimonia al monumento ai Caduti, seguito dal pranzo di gala assieme ad autorità e Alpini.
Durante la visita al monumento eretto dagli Alpini di Villa Celiera, in memoria del generale Giacomo Lombardi, abruzzese, valoroso comandante della compagnia 92 del battaglione "L'Aquila", 9° reggimento della divisione "Julia". Egli fu gravemente ferito in un caposaldo sul Chiarista, nella guerra greco-albanese.
Le due ragazzine che mi avevano donato dei fiori il giorno della liberazione, desideravano riabbracciarmi. Sono le due sorelle Ginestra, ormai da tempo nonne.
Si svolge quindi un concerto corale nella chiesa parrocchiale, gremita di gente, da parte di un complesso noto in tutto l'Abruzzo. E tutto, in onore della mia presenza.
Così le lacrime non le ho potuto più trattenere. E sono continuate a scorrere all'incontro con due superstiti del battaglione "Val Pescara", quello immolatosi sul Monte Tomori nel convento di Tege, preso e perduto nei tre mesi di calvario, tra bufere di neve, viveri sempre in scatola, vino da rompere con la baionetta, perché ghiacciato, dove arrivavano soltanto corvèe massacranti.
Liborio Violante e Giuseppe Profico - questi i nomi dei due Alpini - rimasero feriti e susseguentemente fatti prigionieri dai Greci e dopo l'8 settembre 1943 dai Tedeschi. Facevano parte entrambi della compagnia 287, scomparsa il 1° aprile 1941, nel tentativo non riuscito, di riconquistare il convento di Tege, assieme al battaglione "Belluno" del 7° reggimento Alpini.
Mi vogliono vicino a loro per una fotografia e ricordare quel battaglione sciatori Monte Cervino, per la maggioranza composto dai provenienti della Scuola Centrale Militare di Alpinismo. e parte del battaglione Aosta del 4° Alpini. Un battaglione che venne decimato sulle Creste del Mali Scindeli, Trebescines, del'Arza, del Colle Ciaf del Metzgoranit, con un clima rigidissimo sotto bombardamenti e scontri incessanti e durissimi.
Una sala piena di Alpini, nella quale, dopo un silenzio religioso, scoppia alla fine un lungo applauso, fra tanti abbracci calorosi. Un brindisi, ce ne vuole ancora un'altro. Un coro improvvisato chiude una giornata idimenticabile.
Lo ricorderò come uno dei giorni più belli della mia vita.

Arrigo Curiel

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