L’idea della Fiaccola è nata nel 1956 a Monfalcone, tra il Maggiore degli Alpini Luigi Rudella, commissario di leva in quella città, ed il Capogruppo Amelio Cuzzi, allora amministratore comunale. L’idea iniziale era che la fiaccola sarebbe dovuta partire dall’Ossario del Monte Grappa con una staffetta che doveva percorrere con frazioni di mille metri il percorso sino a raggiungere Redipuglia il mattino del 4 novembre.
L’idea si concretizzò in un progetto meno ambizioso ma sicuramente più realizzabile in un incontro tra Amelio Cuzzi, Luciano Comarin, Bruno Gremese e Claudio Spanghero che con l’appoggio assicurato dal Gen. Galliano Scarpa allora Comandante del V Corpo d’Armata a Vittorio Veneto portò alla realizzazione nel 1957 di quella che allora venne denominata “Fiaccola dei cimiteri di guerra”, dal 1986 divenuta “Fiaccola alpina della fraternità”.
La fiaccola parte il primo di novembre dal Tempio ossario di Timau toccando nel suo percorso verso Gorizia un innumerevole numero di monumenti e cimiteri di guerra, solo per citarne alcuni, il monumento alle portatrici carniche di Timau, al cimitero di Gemona la lapide ai caduti austro-ungarici, a Feletto Umberto il cimitero militare britannico, il Tempio Ossario di Udine, il Tempio ai dispersi in Russia di Cargnacco, il Cimitero austo-ungarico di Palmanova, il Cimitero degli Eroi di Aquileia, al cimitero di Grado la lapide ai caduti della Marina, al Monumento ai Caduti di Monfalcone, all’aeroporto di Gorizia la lapide ai caduti dell’Aeronautica per sostare al Monumento centrale al Parco della Rimembranza a Gorizia, per fermarsi, portata di corsa dai Tedofori Alpini, all’Ossario di Oslavia. Il giorno 4 novembre ripartendo dall’Ossario di Oslavia vengono toccati sempre molti monumenti ai caduti della provincia di Gorizia ed in particolare al cimitero centrale di Cormons la tomba del Cap. Zani M.O.V.M., l’Ara Pacis Mundi di Medea, il Monumento ai Carabinieri caduti di Peteano, il cimitero austro-ungarico di Fogliano per arrivare al Sacrario dei centomila di Redipuglia.
Lungo il suo percorso vengono accese molte fiamme che sono poi portate nelle valli carniche, nella Valle del Natisone ed in varie località della regione, solo per citarne alcune il monumento Faro sul monte Bernadia, i cimiteri di Pozzuolo e Terenzano, S. Giusto, la Risiera di S. Sabba e la Foiba di Basovizza a Trieste.
La Fiaccola, tramite il fuoco purificatore benedetto di Timau, vuole essere un simbolo di pace che, nel ricordo dei tanti dolori e di tutti i caduti nelle guerre che hanno coinvolto le nostre terre, alimentando la speranza di un mondo migliore, di un mondo senza guerre né odio.