Il sergente era di sevizio, tanto per cambiare. Questa volta sott.le d’ispezione per sua fortuna non era antipatico al personale dell’Uff. Maggiorità di Gruppo che stabiliva i turni. Era semplicemente il suo turno e doveva sopportare, tanto più che essendo il più giovane dei sott.li del reparto non si azzardava proprio ad aprire bocca..

Il periodo non era dei peggiori, metà ottobre né freddo né caldo, il tempo era stato clemente e la temperatura discreta. Ancora più importante il personale di guardia si era comportato bene, non aveva creato problemi e la notte era trascorsa tranquilla. Il sott.le aveva compiuto le solite ispezioni notturne di prassi accompagnato dal capoposto con il quale aveva chiacchierato mentre camminavano attraversando la caserma silenziosa.

Il capitano d’ispezione si era ritirato verso la mezzanotte dopo aver fatto le solite raccomandazioni di rito. Sebbene sia l’uff.le di picchetto e il sott.le d’ispezione non fossero dei novellini il Vecchio non lesinava consigli e disposizioni, era un cultore del regolamento: “E’ previsto ... non è previsto ... il regolamento stabilisce che …”.

A prima vista pareva burbero, ma poi, conoscendolo, ci si riteneva fortunati di averlo come comandante di batteria, anzi il sergente invidiava i colleghi della BCS, il Vecchio a volte urlava ma aveva le sue buone ragioni e comunque non aveva mai mancato di rispetto a nessuno, pur applicando il regolamento alla lettera.

La notte stava per terminare, le prime luci dell’alba illuminavano il piazzale di fronte al corpo di guardia, i componenti della guardia iniziavano le pulizie e rimettevano in ordine i locali. Il sott.le d’ispezione osservava il tutto. A pochi passi era ancora di servizio la sentinella; mancavano pochi minuti alla fine del turno. Era un giovane Artigliere giunto da poco al reparto. Anche se il chiarore del mattino illuminava il piazzale doveva attendere l’orario stabilito.

Ma naturalmente era impossibile che tutto filasse liscio.

L’Artigliere si avvicinò al sott.le che parlava con il capoposto, il quel momento suonò il campanello all’entrata e l’uff.le di picchetto aprì il portone ad un capitano degli Alpini, la caserma era condivisa tra il gr. d’Artiglieria e un piccolo reparto di Alpini, compagnia sopportata ma non gradita: tra “conici” e “panse onghe” non era mai corso buon sangue nonostante la penna nera comune ai due corpi.

Il sott.le d’ispezione continuò a parlare con il c. m. senza fare caso alla vicinanza della sentinella, che avrebbe dovuto essere al suo posto. Si girarono per salutare il capitano che passava. Quello parve proseguire dopo avere risposto al saluto, ma fatti pochi passi si fermò e girandosi di scatto chiese “Perché la sentinella non è al suo posto?”

Tutti  guardarono in viso il sergente avevano subito compreso cosa poteva succedere di lì a poco: il capitano degli Alpini si era alzato con il piede sbagliato e appena giunto in caserma aveva trovato qualcosa su cui obiettare,  probabilmente era uno di quelli che non vedevano l’ora di fare rapporto su qualunque cosa non gli andasse a genio … figurarsi se poteva lasciarsi scappare una “violata consegna con abbandono del posto di guardia”, pur tenendo conto della futilità della situazione ma tant’è…quando si vuole cercare il pelo nell’uovo lo si trova!

Tutti si aspettavano il peggio … ma ecco il “colpo d’ala” del sott.le, che non era inesperto e si aspettava qualcosa del genere (aveva sentito parlare di quel capitano!). La sua risposta fu spontanea sorprendendo anche se stesso, le parole uscirono dalla sua bocca quasi di getto: “L’ho chiamato io per richiamarlo non avendo lasciato in ordine il posto branda”.

Facendo questa affermazione era stato ben attento a mettersi sull’attenti, dimostrando rispetto per l’uff.le, anche se dentro di sé lo stava mandando a farsi benedire per la pignoleria, ma evitando un atteggiamento di insofferenza che avrebbe scatenato la  reazione dell’ufficiale. Non solo ma aveva piantato il suo sguardo negli occhi del capitano per convincerlo della sincerità della risposta.

Entrambi sapevano che quella era una spudorata menzogna; ma il capitano non aveva prova del contrario. Si erano osservati reciprocamente negli occhi per un tempo infinito, poi il capitano, rispondendo secco “La prossima volta attenda la fine del turno”, si era girato ed aveva proseguito in direzione della mensa.

Il sergente aveva atteso che l’ufficiale fosse a “distanza di sicurezza”, poi rivolgendosi all’Artigliere lo aveva fulminato con lo sguardo e ringhiando aveva ben scandito le parole “Lo vedete cosa combinate a causa della vostra incoscienza?”

Nessuno dei componenti della guardia aveva fiatato: se non fosse stato per la pronta risposta del sott.le d’ispezione la situazione avrebbe potuto avere uno sviluppo piuttosto sgradito per tutti…..la violata consegna era materia da Tribunale Militare…., nessuno aprì bocca finirono le pulizie e rientrarono alle rispettive batterie ... per stavolta era finita bene!

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